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Partito Democratico di Ancarano (TE)

20 febbraio 2011
Berlusconi dimettiti

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29 ottobre 2010
La Scuola Materna di Ancarano

 

Nei giorni scorsi ci siamo confrontati con alcuni genitori (e continueremo nelle prossime settimane) che hanno dei bambini che frequentano la scuola materna di Ancarano.
 
Grazie a questi incontri siamo venuti a conoscenza dell’attuale e negativa situazione dell’asilo del nostro paese. Nello specifico la scuola materna ospita circa 67 bambini, quando potrebbe al massimo accoglierne 50. Tra bambini, maestre, assistenti, collaboratori ecc arriviamo a circa 75-80 persone che quotidianamente frequentano una struttura inadeguata a ospitare così tante persone.
Con tutti i problemi che possono derivare da questo sovraffollamento: bambini che a turno mangiano (sono stati organizzati 3 turni), spazio libero praticamente nullo per i bambini che invece hanno bisogno di uno spazio adeguato, bambini che tornano a casa stressati da tutta questa situazione. La condizione che ci è stata esposta è assolutamente negativa.
 
Prima dell’inizio dell’anno alcuni accorgimenti sono stati presi dall’amministrazione, in pratica una razionalizzazione e una nuova suddivisione degli spazi interni, ma si sono dimostrati subito inefficaci ed è per questo che chiediamo all’attuale amministrazione comunale di intervenire al più presto per garantire a TUTTI i genitori e ai relativi bambini il diritto a beneficiare di una scuola materna sicura e all’altezza della situazione.
 
Riteniamo che non sia accettabile vedere degli amministratori che rimangono immobili e non prendono decisioni costruttive ed efficaci di fronte alle necessità e alle richieste di coloro che invece devono essere sempre i più tutelati: i bambini, che sono il nostro futuro.
 
Non è possibile assistere a un’amministrazione che quando si parla di scuola non riesce mai ad essere all’altezza della situazione: l’anno scorso l’accorpamento della prima e seconda media, quest’anno una scuola materna inadeguata. E ricordiamo che un Consigliere Comunale di Ancarano è allo stesso tempo un Consigliere della Regione Abruzzo (Emiliano Di Matteo) e sappiamo tutti che quando si parla di scuola la Regione può fare tanto… se c’è la volontà politica di farlo!
Ribadiamo il concetto: l’amministrazione deve agire e in fretta. E lo deve fare anche per risolvere velocemente, nel più breve tempo possibile, il problema sicurezza che c’è al di fuori dell’asilo.
 
Infatti l’ingresso della struttura è a ridosso di una strada che viene percorsa ad alta velocità da molti, e in quella strada manca tutto: mancano parcheggi adeguati per le maestre e i genitori, mancano delle bande sonore per limitare la velocità di molti automobilisti, mancano insomma una serie di misure di sicurezza essenziali che l’amministrazione deve attuare o far attuare da chi di dovuto al più presto.
 
Chiediamo a questa amministrazione di iniziare a fare qualcosa di concreto per i bambini del nostro paese e quindi per il futuro del nostro paese.
 
Circolo del Partito Democratico di Ancarano (TE)
Il segretario di Circolo
Stefano Di Girolamo

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7 marzo 2010
L'arroganza cela l'ignoranza


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5 marzo 2010
Acqua bene comune

Di seguito la proposta di ordine del giorno sulla privatizzazione dell'acqua presentata all'Amministrazione comunale di Ancarano.

 

Oggetto: Acqua, bene comune pubblico. Mantenimento pubblico dei servizi pubblici locali ad interesse sociale.
 
 
Con la presente sottoponiamo all’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Ancarano un ordine del giorno sul tema della gestione pubblica dell’acqua.
Considerati infatti gli ultimi dispositivi legislativi in tema di privatizzazione dei servizi idrici e di altri servizi pubblici riteniamo sia essenziale che le amministrazioni locali discutano queste scelte attuando di fatto un percorso di confronto.
Un percorso di confronto che sia un utile strumento per cercare di risolvere la problematica e sollecitare chi ha potere decisionale in materia a trovare delle soluzioni.
Invitiamo quindi l’Amministrazione a discutere l’ordine del giorno allegato alla presente nella prossima seduta utile del Consiglio Comunale.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e ringrazio per l’attenzione
Distinti Saluti

Partito Democratico di Ancarano
Il Segretario Comunale
Stefano Di Girolamo

 

 

 

Ordine del Giorno
 
 Oggetto: Acqua, bene comune pubblico. Mantenimento pubblico dei servizi pubblici locali ad interesse sociale.
 
 
Il Consiglio comunale
Premesso che
la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall'Art. 23bis della Lg. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;
 
che in base alla suddetta legge era comunque data facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di poter esercitare questa gestione attraverso società interamente pubbliche e sulle quali l’ente locale o il consorzio esercitasse un indirizzo e un controllo come se si trattasse di un suo ufficio interno o una municipalizzata;

il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l'Art. 23Bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, ivi compreso quello integrato per la raccolta dei rifiuti, prevedendo:
- affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
- la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011;
- la cessazione di tutte le restanti modalità di affidamento al 31 dicembre 2010, ivi compresi gli affidamenti diretti a società con capitale sociale nella totalità pubblico.

 
 
Valutato

 che con questa legge:
 
 
si smantella l’impianto e l’ispirazione riformatrice della 36/94 (legge Galli) eludendo del tutto il tema, oggi presente nel dibattito internazionale, del profilo pubblico connaturato alla gestione delle risorse idriche e riducendone la complessità della materia solo all’affidamento della gestione;

 
si disattende all’impostazione federalista poichè toglie ai territori e agli ATO la possibilità di scegliere il proprio modello gestionale;


 
il settore idrico è un settore ad alta intensità di capitale e con tempi di immobilizzo lunghi non conciliabili con la sola logica del profitto per cui gli oneri non remunerativi rimarranno a carico della collettività: si socializzano i costi e si privatizzano i guadagni ponendo in secondo piano la qualità del servizio e degli investimenti da realizzare a scapito dell’intera collettività.

 
 
Ritenuto che

- la privatizzazione dell’acqua sia un epilogo da scongiurare, per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile dal controllo degli Enti locali e dei cittadini e consegna il bene comune “ acqua” al mercato, con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare;
 
- con l’approvazione della legge i Consigli Comunali ed i Sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile, avviando così la mercificazione di un bene essenziale per ogni essere vivente contrariamente ai valori che sempre di più si vanno affermando anche a livello internazionale;

- l’acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva e che pertanto il servizio idrico dovrebbe essere dichiarato privo di rilevanza economica;
 
- non è l’Europa ad imporre la privatizzazione del servizio idrico;

- due diverse risoluzioni del Parlamento Europeo affermano il principio che l’acqua è un “bene comune dell’umanità” mentre gli organismi della U.E. hanno più volte evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”;
le Istituzioni (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà e l’autonomia di scegliere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a altro Ente (pubblico, privato), in piena legittimità e coerenza con le vigenti direttive europee sui servizi pubblici locali.


-È fondamentale mantenere un assetto dei servizi pubblici locali che ne incentivi una sempre crescente qualificazione e che sappiano garantire servizi di qualità, un ambiente sostenibile, diritti per cittadini e per i lavoratori, a tariffe eque.

-gli organismi dell’UE hanno a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza” e, quindi, che la gestione dei servizi pubblici locali non deve necessariamente sottostare alle regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”.

Ritenuto inoltre che
 
- il progetto di legge n. 82/09 (Giunta Regionale D.G.R. n. 628 /C del 02 11 2009 ) della Regione Abruzzo recante ”Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo” prevede la eliminazione degli enti d’ambito previsti in ogni provincia per sostituirli con un solo organismo che raggrupperà gli oltre trecento comuni abruzzesi;
 
- tale provvedimento provocherà una esautorazione dei poteri dei Comuni favorendo la concentrazione  di poteri alla Regione Abruzzo e all'Ato unico regionale;
 
-i Comuni si vedranno privati delle numerose funzioni prima di competenza in particolare :
·      organizzazione dell’attività di ricognizione delle opere di adduzione, di distribuzione, di fognatura e depurazione esistenti;
·      approvazione del programma degli interventi e del piano tecnico-finanziario per la gestione integrata del servizio idrico;
·      scelta della forma di gestione del servizio;
·      affidamento del servizio idrico integrato a gestori;
·      determinazione della tariffa del servizio idrico integrato;
·      attività di controllo e vigilanza sui servizi di gestione.
 
 

Tutto ciò premesso e considerato,


Il Consiglio Comunale

nella consapevolezza che nei Paesi dell’Unione Europea, dopo diversi tentativi di privatizzazione di alcuni servizi pubblici locali e aver constatato l’abbassamento della qualità dei servizi ed un vertiginoso incremento delle tariffe, si è registrata una decisa e ferma inversione di marcia e la ripubblicizzazione degli stessi, nonché la conseguente nascita di soggetti economici che rappresenteranno i veri concorrenti e/o acquirenti dei servizi:


1.Riconosce il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e, conseguentemente, impegna la Giunta affinché tale riconoscimento sia riportato in tempi rapidissimi nell'ambito dello Statuto comunale così come hanno fatto e stanno facendo in numerosi Comuni italiani;

2.Riconosce il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e si impegni ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico;

3.Dà mandato al Sindaco affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato e lo invita a relazionare sull'argomento alla prima occasione utile;

4.Invita i parlamentari teramani e abruzzesi ad operare il riconoscimento dell'acqua come diritto umano universale e , pertanto, a garantirne il libero accesso mantenendo lo status del servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.

5. Dà mandato al Sindaco affinché intraprenda tutte le azioni opportune al fine del mantenimento pubblico dei servizi erogati dagli attuali Enti d'Ambito;
 
 


 
IMPEGNA INOLTRE
Il Sindaco
1.      a invitare la Regione Abruzzo a modificare il disegno di legge n. 82/09 riconoscendo il Servizio Idrico Integrato come un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica e, come tale, non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale dei Comuni Abruzzesi organizzati ciascuno nei propri ambiti provinciali;
 
2.      a riaffermare, attraverso ogni proposta gestionale e di principio all’interno dell’ATO provinciale di competenza, la titolarità dei Comuni ad esercitare il potere di indirizzo, di controllo e di determinazione del piano tariffario, in coerenza con il riconoscimento del principio dell’acqua come diritto umano essenziale;
3.      a dichiarare il servizio idrico privo di rilevanza economica;

4.      a proporre gli stessi impegni all' l'Ato provinciale, del quale il Comune fa parte;
 
5.      a promuovere l’affidamento del servizio idrico integrato con modalità “in-house” a società a totale capitale pubblico così come previsto dalla vigente normativa europea utilizzando anche i criteri sanciti nello schema di decreto del Presidente della Repubblica del 12 dicembre 2009 recante regolamento di attuazione dell’art. 23 bis del d.l. n. 112/2008, convertito con modificazioni, dalla Legge. n. 133, ss.mm., in materia di servizi pubblici locali;
 
6.      a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica attraverso le seguenti azioni: informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali, e promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto a scapito del crescente uso delle acque minerali.

a inviare la presente delibera al Presidente della Giunta Regionale e all'Assessorato Regionale alla Gestione del Servizio Idrico integrato;



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1 febbraio 2010
Tesseramento 2010

 

Sabato 13 Febbraio 2010
dalle ore 16 in poi
presso la sede del Circolo del Partito Democratico di Ancarano
in Corso Spalazzi, n.18 (nel centro storico)
FESTA DEL TESSERAMENTO 2010
dalle ore 18 in poi
“APERITIVO CON IL PD”

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24 gennaio 2010
Risultati Ancarano

 

Primarie per l’elezione del Segretario Provinciale di Teramo
 
Risultati
 
Lista
Voti
Perc.
Delegati eletti
Per Sandro Mariani
12
14,3%
0
Democratrici con Verrocchio
72
85,7%
2
 
Delegati Eletti:
Nevi Katia;
Silvestri Oscar.
 
Per informazioni:
347-5543799

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12 gennaio 2010
Primarie Provinciali

 

Primarie per l’elezione del Segretario Provinciale di Teramo
 
Domenica 17 gennaio 2010 si terranno in tutta la Provincia di Teramo le Primarie per l’elezione del Segretario Provinciale.
 
Ad Ancarano sarà possibile votare dalle ore 7.00 alle ore 20.00 presso la nostra nuova sede, in Corso Spalazzi n.18, nel centro storico di Ancarano.
 
Oltre al Segretario verranno eletti i delegati provinciali del Circolo del Partito Democratico di Ancarano.
 
Sono candidati a delegati provinciali OSCAR SILVESTRI e NEVI KATIA collegati al candidato segretario Robert Verrocchio, che Vi invitiamo a sostenere.
 
Possono votare tutti i residenti ad Ancarano che hanno almeno 16 anni e il contributo minimo per aiutarci a sostenere l’iniziativa è di 1 euro.
 
Ti invitiamo quindi a partecipare a questa importante espressione democratica.
 
 
Il Segretario
PD Ancarano
Stefano Di Girolamo
 
 

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13 dicembre 2009
Inaugurazione Sede PD Ancarano

Grande affluenza all'inaugurazione della nuova sede del Partito Democratico di Ancarano e all'incontro "Il Lavoro in Val Vibrata".

Nei prossimi giorni pubblicheremo un resoconto del dibattito sul nostro blog e su una lettera da inviare alle famiglie di Ancarano.

 

Silvio Paolucci all’incontro “Il Lavoro in Val Vibrata” ad Ancarano

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6 dicembre 2009
Apertura sede PD Ancarano

 

 
 
Sabato 12 Dicembre 2009
dalle ore 16.30 nella Piazza antistante la nuova sede del PD
in Corso Spalazzi, n.18
nel centro storico di Ancarano
 
Incontro- dibattito
Il Lavoro in Val Vibrata
Situazione attuale e Proposte future.
I Fondi per lo sviluppo negati a Lavoratori e Imprese.
 
Interverranno
 
Rappresentanti Sindacali e delle Associazioni di categoria
Esperti Finanziamenti Europei
Claudio Ruffini consigliere regionale
Giuseppe Di Luca consigliere regionale
SILVIO PAOLUCCI segretario regionale Abruzzo del Partito Democratico
 
 
Ore 19.00 – Sede del PD Ancarano
Inaugurazione della sede con rinfresco per tutti
 
Sabato 12 Dicembre 2009
 
Inaugurazione della nuova sede del Partito Democratico di Ancarano
in Via Spalazzi, n.18 (nel centro storico di Ancarano)
 


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6 dicembre 2009
Il PD Ancarano sui fondi alla Val Vibrata

Di seguito riportiamo la lettera accompagnatoria e la proposta di delibera presentate in Comune la scorsa settimana sui Fondi FAS per la "Val Vibrata":

 
 

Ancarano, 01/12/2009
Oggetto: Ordine del Giorno Fondi FAS – Comuni Val Vibrata
Con la presente sottopongo all’attenzione dell’Amministrazione Comunale di Ancarano la proposta di deliberazione articolata dal Gruppo consiliare del PD alla Regione Abruzzo sul tema dei Fondi FAS per i Comuni della Val Vibrata.
Considerato il grave periodo di crisi che interessa tutta la nostra economia territoriale e la mancanza di strumenti di sviluppo adeguati, come i Fondi in oggetto, invitiamo l’Amministrazione a discutere e deliberare il provvedimento in allegato alla presente nella prossima seduta utile del Consiglio Comunale.
La delibera proposta è uno strumento utile per sollecitare, chi ha potere decisionale in materia, a trovare rapide soluzioni e affrontare in modo organico le problematiche che riguardano i Lavoratori e le Imprese vibratiane.
Il periodo che attraversiamo è delicatissimo dal punto di vista economico e occupazionale, le Imprese chiudono, i Lavoratori non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e la disoccupazione aumenta in modo vertiginoso; servono risorse per aiutare chi è in difficoltà e per rigenerare un sistema produttivo in via di smantellamento; servono azioni immediate e strutturali.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e ringrazio per l’attenzione
Distinti Saluti

Partito Democratico di Ancarano
Il Segretario Comunale
Stefano Di Girolamo

 
Ordine del Giorno
 
Oggetto: Programmazione fondi FAS- Comuni Val Vibrata.
 
Il Consiglio comunale
Premesso che,
  • con la Delibera CIPE 166/07 pubblicata nel giugno 2008 previa approvazione da parte della Commissione Europea, sono stati programmati per il ciclo 2007/2013 i fondi FAS (Fondi per le aree sottoutilizzate) per un importo di 63.273 milioni di euro;
 
  • con la manovra finanziaria 2008 vengono sottratti ai FAS fondi per le infrastrutture e per gli ammortizzatori sociali a direzione del Governo Centrale, per cui alle Regioni restano 53.874 milioni di euro;
 
  • alla Regione Abruzzo vengono destinati 854.5 milioni di euro cioè pari al 4.73% della quota del Mezzogiorno;
 
  • la Giunta regionale ha predisposto in data 20.10.2009 la Bozza del “Programma Attrattivo Regionale” dei fondi FAS per il periodo 2007/2013;
 
  • la suddetta Bozza è attualmente oggetto di discussione tra la Regione e le parti sociali;
 
Premesso altresì che,
 
  • il Consiglio Regionale d’Abruzzo nella seduta straordinaria del 21.07.2009 ha approvato all’unanimità un documento con il quale sono stati assunti da parte della Regione Abruzzo una serie di impegni per la salvaguardia e lo sviluppo dell’economia della Valle Peligna. Il documento si riferisce all’Accordo di programma di cui al Protocollo d'intesa del 20.02.2008, tra la Regione Abruzzo e il Ministero per lo Sviluppo Economico;
 
  • il Consiglio Regionale d’Abruzzo nella seduta straordinaria del 22.10.2009 ha approvato all’unanimità un documento con il quale sono stati assunti da parte della Regione Abruzzo una serie di impegni per la salvaguardia e lo sviluppo dell’economia della Val Vibrata. Il documento si riferisce al protocollo d'intesa "Vibrata-Tronto" siglato il 27 marzo 2008 con il Ministero dello Sviluppo Economico;
 
 
Rilevato che
 
  • con la Bozza del Programma Attuattivo dei FAS del 20.10.2009 è stato previsto, in attuazione della delibera del Consiglio Regionale del 21.07.2009 e dell’Accordo tra il Ministero per lo Sviluppo Economico e la Regione Abruzzo del 20.02.2008, un finanziamento di 20 milioni di euro per lo sviluppo della Valle Peligna;
 
 
  • per la Val Vibrata, in attuazione della delibera del Consiglio Regionale del 22.10.2009, non è stato previsto nessun finanziamento;
 
 
Considerato che
 
  • gli impegni assunti dalla Regione Abruzzo con il documento del 22.10.2009 riguardano soprattutto l’utilizzo dei fondi FAS per il rilancio economico,lavorativo e sociale della Val Vibrata, prevedendo di intervenire nei settori del tessile-abbigliamento-calzaturiero, pellame e cuoio, metalmeccanico, con particolare attenzione al polo del carbonio, all'agroalimentare e al settore legno,
 
·         che la Val Vibrata sta attraversando un duro momento caratterizzato da condizioni di instabilità economiche che stanno producendo un numero elevato di lavoratori disoccupati, un forte ricorso delle imprese alla cassa integrazione, una mancanza di liquidità ed un difficile accesso al credito;
 
·         nella suddetta Programmazione dei FAS per la Val Vibrata non è previsto nessun finanziamento specifico riguardante i progetti dei Comuni e/o dei privati che sono stati presentati all’Amministrazione Provinciale di Teramo in sede di concertazione da parte della stessa Amministrazione Provinciale;
 
 
Ritenuto
 
  • di dover chiedere alla Regione Abruzzo il rispetto degli impegni assunti con la suddetta delibera consiliare del 22.10.2009 nonché le decisioni assunte presso l’Amministrazione Provinciale di Teramo durante la fase concertativi sui FAS;
 
Chiede
·         alla Regione Abruzzo di prevedere nella Programmazione 2007/2013 dei FAS risorse significative per la Val Vibrata così come il Consiglio Regionale si è impegnato con la delibera del 22.10.2009, nonché ulteriori fondi comunitari e statali specifici per la Val Vibrata atti a sostenere la ripresa economica di un sistema produttivo in forte difficoltà;
·         il rispetto della decisione assunte sui FAS con la concertazione effettuata con l’Amministrazione provinciale di Teramo;
·         all’Amministrazione provinciale di Teramo di proporre- da subito- l’ampliamento e le modifiche della zonizzazione prevista dall’art. 87.3c del Trattato Comunitario, inserendo tutte le aree produttive della Val Vibrata. Tale revisione dovrà essere presentata dallo Stato Italiano alla Comunità Europea entro l’anno 2010;
 
IMPEGNA
·         Il Sindaco a inviare la presente delibera al Presidente della Giunta Regionale, all’Assessore alle Attività Produttive, all’Assessore alle politiche del Lavoro, alle OO. Sindacali e di Categoria Regionali e Provinciali, nonché all’Amministrazione provinciale di Teramo;

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